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"Accoglienza in famiglia: la storia di Alessia, Lorenzo e Blessing"

mercoledý 16 settembre 2020
 “Ospitateli a casa vostra”: una frase spesso utilizzata quando si parla di gestione dei flussi migratori da chi si oppone ad un adeguato e coerente sistema di accoglienza, in un crescente clima di intolleranza, razzismo e violenza, alimentato da un discorso politico fondato su parole d’odio. Eppure, c’è chi decide davvero di aprire le porte della propria casa e di dare ospitalità ad un rifugiato.

Blessing ha ventidue anni, viene dalla Nigeria ed ora vive in Italia, dove è arrivato nel 2017 dopo un lungo viaggio. Gli è stata riconosciuta la protezione internazionale e per un anno ha vissuto a Carovigno, dove è stato uno dei beneficiari del progetto SIPROIMI (Sistema di Protezione per Titolari di Protezione Internazionale e Minori Stranieri Non Accompagnati), uno dei tre progetti di accoglienza e inclusione gestiti dall’associazione ARCI – Comitato Territoriale di Brindisi in tre differenti comuni della provincia, Carovigno, San Pietro Vernotico e San Pancrazio Salentino.

La gestione dei progetti SIPROIMI da parte di ARCI – Comitato Territoriale di Brindisi, in realtà, è solo la forma istituzionalmente riconosciuta di una visione dell’accoglienza che coincide con la definizione di percorsi di inclusione economica, sociale e culturale dei rifugiati e che non può prescindere dal tessuto locale, perché in questo si inseriscono e vogliono incidervi positivamente, anche costruendo nuove narrazioni attorno ai temi di migrazione e ai modelli di accoglienza.

A Carovigno, accompagnato dalle operatrici e dagli operatori dell’associazione, Blessing frequenta lezioni di italiano ed impara la lingua, va a scuola, partecipa a diversi corsi di formazione professionale. Si affeziona alla cittadina che lo ha accolto, tanto da conoscerne storia e tradizioni e da parlare perfettamente il dialetto locale. Dopo un anno, alla scadenza del limite previsto, Blessing dovrebbe abbandonare il progetto di accoglienza, interrompere il percorso di inclusione intrapreso e costruire - da solo - una nuova vita.

È proprio qui che la sua storia si incrocia con quella di Alessia e Lorenzo, una coppia di Brindisi che vive in località Restinco, nelle vicinanze del CARA, il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo. I due ogni giorno incontrano ragazzi migranti e si interrogano su quanto debba essere difficile abbandonare la propria casa ed i propri affetti e vivere lontano dal proprio Paese. Due amici di Ravenna raccontano entusiasti ad Alessia e Lorenzo la propria esperienza di accoglienza in famiglia, intrapresa con il sostegno del gruppo territoriale di Ravenna di Refugees Welcome Italia.

Refugees Welcome Italia è un’associazione nata con lo scopo di sostenere chi - in uscita dal sistema di accoglienza - non ha ancora raggiunto una piena indipendenza, non ha completato il percorso di inserimento nel mondo del lavoro o non ha ancora trovato una sistemazione adeguata, promuovendo un nuovo modello di accoglienza: l’ospitalità in famiglia. Questa formula non rappresenta soltanto un’opportunità per i rifugiati ma - proprio perché basato sull’incontro, lo scambio e la conoscenza reciproca – diventa occasione di arricchimento anche per i cittadini italiani che decidono di aprire le porte della propria casa e dare ospitalità ad un rifugiato, configurandosi come uno strumento per promuovere un reale cambiamento culturale e per contrastare luoghi comuni e pregiudizi.

Alessia e Lorenzo decidono quindi di fare qualcosa di concreto e si rivolgono al gruppo territoriale di Bari di Refugees Welcome Italia. Grazie alla loro solidarietà e alla collaborazione tra Refugees Welcome Italia, ARCI Brindisi, il progetto SIPROIMI di Carovigno e il progetto FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) del Comune di Bari, ha così avuto inizio una nuova esperienza di accoglienza in famiglia: Alessia e Lorenzo hanno aperto le porte della propria casa a Blessing e i tre, da pochi giorni, hanno iniziato la loro convivenza ed il loro cammino insieme.
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