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Ostuni: "Tu e tua figlia siete mie schiave", arrestato 45enne

mercoledì 11 ottobre 2017
Ostuni: Gli Agenti del Commissariato di Ostuni hanno tratto in arresto, su Ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere, un soggetto del posto con l’accusa di maltrattamenti e lesioni personali aggravati ai danni dell’ex convivente.

L’uomo, P.S., 45 anni, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la Casa circondariale di Brindisi, a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

L’arrestato maltrattava abitualmente la convivente e la figlia della donna, minorenne, ponendo in essere nei loro confronti una serie di atti lesivi dell’integrità psicofisica, dell’onore e del decoro, ingenerando, in tal modo, un continuo stato di ansia e timore psicologico e costringendole ad un regime di vita mortificante e insostenibile.

In molte occasioni, in presenza della bambina, insultava e percuoteva la mamma, rivolgendole offese del tipo: “puttana, vacca” e imponendole il suo carattere prevaricatore; allo stesso modo, proferiva parolacce nei confronti della minorenne, offendendola e minacciandola di non fiatare.

Agli inizi di settembre scorso, dopo aver proferito nei confronti della convivente frasi del seguente tenore “ Puttana, sei una vacca…tu e tua figlia siete mie serve…mie schiave…io posso fare di voi ciò che voglio…qui comando io…se non lo fate vi ammazzo“, la colpiva con un pugno in faccia, la sbatteva sul letto e cercava di soffocarla, procurando in tal modo alla malcapitata lesioni personali giudicate guaribili in 10 giorni e alla di lei figlia, costretta a fuggire per le scale e a chiedere aiuto, “ stato ansioso post traumatico da stress”.

Con l’aggravante di aver commesso il reato di maltrattamenti in presenza ed in danno di minore tanto da costringerla a vivere in un clima di terrore e ogni qualvolta notava il patrigno in stato di ebrezza, iniziava a gridare, fuggiva, si chiudeva in cucina, iniziava a tremare e diceva alla madre “ mamma…mamma….stai zitta….non dire niente….perché se parli lui si arrabbia e ti picchia….fai tutto quello che ti dice….”.

Così come accadde giustappunto il pomeriggio del mese di settembre allorquando, come detto, l’odierno arrestato, rientrato dal lavoro in stato di ebrezza alcolica, si rivolgeva verso la vittima, le diceva “ portami da mangiare schiava”, ordinando alla figlia di togliergli le calze, aggiungendo a madre e figlia di tacere altrimenti le avrebbe ammazzate.

Una semplice e legittima richiesta di spiegazioni circa il comportamento violento tenuto e l’orco colpiva con un forte pugno in pieno volto la compagna e, sbattutala sul letto, cercava di strangolarla dinanzi alla figlia che, atterrita, scappava lungo le scale della casa chiedendo aiuto ai vicini.

Solo il sopraggiungere di alcuni di essi e ulteriori circostanze di fortuna consentivano di evitare il peggio.

L’insieme di tali condotte, afferma il GIP nell’eseguito provvedimento restrittivo- quelle indicate prima che ne costituiscono solo alcune e a titolo esemplificativo- procurava alla vittima, un perdurante e grave stato di ansia e di paura, un fondato timore per l’incolumità propria e della figlia e la costringeva ad alterare le sue abitudini di vita e segnatamente a trasferire la propria dimora abbandonando l’abitazione nonché la casa coniugale, per trovare rifugio in altro luogo.

Nel caso oggetto di attenzione, prosegue l’Autorità giudiziaria, l’unica misura proporzionata all’entità del fatto e adeguata a fronteggiare le esigenze cautelari è la misura della custodia cautelare in carcere.

Misure meno afflittive quali l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla persona offesa non sarebbero utili a fronteggiare le esigenze cautelari, non dando adeguate garanzie l’arrestato che rispetterà le prescrizioni imposte, avendo manifestato una totale mancanza di freni inibitori, non esitando finanche a stringere le mani al collo della vittima alla presenza della figlia minorenne.

Sulla base dei riscontri del Commissariato ostunese, l’Autorità giudiziaria brindisina emetteva l’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti dell’individuo, eseguita nella giornata di lunedì u.s. da parte di personale della Squadra di Polizia giudiziaria e Volante del Commissariato.
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