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Spaccio di droga, arrestati centralinista della Curia e un cuoco della Marina

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luned́ 6 maggio 2013
Spaccio di droga, arrestati centralinista della Curia e un cuoco della Marina Tre persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Brindisi per spaccio di sostanze stupefacenti. Uno di loro è il centralinista della Curia arcivescovile della città, mentre un altro è il cuoco della nave militare Garibaldi.

I tre sono stati pedinati dalla sezione antidroga per quattro mesi. L'inchiesta è partita dopo la denuncia dei genitori di un ragazzo 20enne, finito in ospedale per le conseguenze provocate dalla tossicodipendenza

Operazione antidroga anche nella capitale. Quattro dei destinatari delle misure cautelari sono accusati di associazione armata finalizzata al traffico di stupefacenti, i restanti 8 di detenzione e spaccio. Nella stessa operazione, denominata "Angelus", sono state denunciate a piede libero altre 10 persone, tra cui una donna, coinvolte a vario titolo nell'attivita' di spaccio.

L'inizio delle indagini che hanno portato al blitz di stamane risale al gennaio 2012, quando i carabinieri della Stazione di Roma Villa Bonelli hanno effettuato una serie di sequestri ravvicinati di singole dosi di cocaina a carico di giovani consumatori della Magliana. Gli accertamenti successivi hanno consentito di individuare una fitta rete di soggetti che, quasi giornalmente, soprattutto la sera tardi e di notte, incontravano, anche per pochi secondi, un garagista di origini egiziane, detto "Billy-Bibo". Le intercettazioni del cellulare in uso all'egiziano confermavano una vasta attivita' di spaccio e incontri con i cienti per lo piu' fissati nella piazzetta di Via Lari, alla Magliana, sotto i porticati di via dell'Impruneta o presso il garage in cui lavorava come dipendente al Portuense: "benzina", "biglietti" e "cane" erano i nomi in codice della sostanza stupefacente richiesta mentre con "gatto" si indicavano in genere le armi. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il garagista operava in posizione di "subordinazione" rispetto a tale "Angelo", successivamente identificato in un 21 enne di origini greche, da cui riceveva ordini e disposizioni relative alla vendita della cocaina e al modo in cui rifornirsi. Lo stupefacente era solitamente custodito presso l'abitazione di un 23enne che lavora come addetto in un'impresa di pompe funebri, detto "Crepino". Dell'organizzazione facevano parte anche un altro 24 romano, incaricato di custodire e confezionare la cocaina, e una rete di pusher.
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